UOMO SALVA GATTINO NEL BOSCO: LA MERAVIGLIOSA FAVOLA DI UNA RINASCITA

Ci sono storie che ci accarezzano il cuore, che ci incantano per quei pochi minuti in cui ne sentiamo parlare, ma che poi ci accompagnano a lungo, rimanendo dentro di noi per giorni e giorni.
E questa, che sembra una piccola fiaba, è proprio una di quelle carezze che ci fa tornare la fiducia nel genere umano, che ci regala un sorriso e una, calda, luce di speranza.

Siamo in Virginia, Stato Federale del sud-est degli Stati Uniti e riserva boschiva caratterizzata dalle abbondanti piogge e da suggestivi paesaggi, come ad esempio le Blue Ridge Mountains.

Blue Ridge Mountains

Ispirato dalla spettacolarità della natura, un gruppo di persone ha scelto di ambientare il suo piccolo film indipendente proprio in questo piovoso stato, ed è qui che inizia la (meravigliosa) storia di Cheeto.

Un membro della troupe, spostandosi da una location all’altra per girare una nuova scena, trova nel bosco un piccolo, denutrito, disidratato e spauritissimo micino. Tremolante a terra il gattino ha poco più che qualche mese e quest’uomo (questo grande uomo), incurante della rigida tabella di marcia del film, non c’ha pensato due volte e si fermato a prestare le prime, amorevoli, cure a quella piccola creatura.

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“Avevo con me solo un mezzo sandwich di Subway (famosissima catena di fast food americana, ndr) che stavo finendo di mangiare mentre correvo per arrivare sul posto della prossima scena del film. Mi sono chinato su quel piccolo batuffolo di pelo tutto bagnato e tremolante. Gli ho allungato un pezzetto del mio panino e lui tutto miagolante ha iniziato divorarlo, finendoselo poi tutto, come se non mangiasse da chissà quanto tempo, o fosse solo un gran fan di Subway, ho pensato. Poi l’ho preso in braccio, l’ho avvolto nel lembo della mia maglietta, e vi giuro, potevo sentire il battito del suo cuoricino, e l’ho portato dal resto della troupe, che per una volta non mi ha rimproverato per il mio ritardo!”.
Questo il racconto di questo angelo di cui nessuno sa il nome, ma che per molti, per tutti noi, è un vero eroe, perché non c’è uomo più grande di chi presta soccorso agli indifesi, perché non c’è uomo più grande di chi dona il proprio cibo agli affamati!

E se ancora non foste convinti della grandezza del cuore di questo ragazzo, eccovi il finale di questa piccola storia.

“Tutti insieme lo abbiamo deciso di chiamare Cheeto, come la famosa mascotte degli snack, hai presente? Era così malnutrito e magro che gli si potevano contare le ossa, e gli si vedeva quasi solo la testolina che così sembrava più grande del resto del corpo, proprio come quella di Cheeto, hai presente, no?”

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“E dopo averlo portato nel nostro cottage, gli ho preparato un bagnetto. Aveva il pelo così coperto di sporcizia che mi vengono ancora i brividi a pensarci! E nonostante la naturale paura dei gatti, soprattutto così piccoli, dell’acqua, il mio piccolo Cheeto si è lasciato lavare e accarezzare con una tranquillità che mi ha lasciato sbigottito”.

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“Quell’acqua era perfettamente limpida prima che lui ci entrasse! Mi si stringe il cuore ancora adesso solo guardandola questa foto!”.

Queste le parole del suo salvatore. Queste le parole di colui che fermatosi un attimo in un giorno di corsa, ha visto una piccola tremante creatura e l’ha, con tutto l’infinito amore che traspare da questo scatto, portata a nuovamente alla vita.

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Perché ora, il piccolo e indifeso Cheeto è tornato a splendere nella brillantezza del suo bellissimo manto rossiccio, perché ora i suoi occhi sono più di luce… e diciamoci la verità, un pochino anche i nostri (insieme magari a qualche lacrima di gioia).