Magistrato Ritiene Insussistente Il Reato Di Maltrattamento Di Animale E Restituisce I Cani Al Loro Aguzzino

Questa volta non si tratta di un semplice articolo racconto. Vogliamo raccontarvi un fatto realmente avvenuto e chiedervi di aiutarci a salvare queste creature dall’inferno in cui vivono!

Riportiamo esattamente le parole della persona che ci ha mandato il post perché, non conoscendo la situazione a fondo, non siamo in grado di aggiungere altro. Ala fine del racconto c’è un esempio di mail che potete copiare, incollare e mandare alla dottoressa MARIA SOFIA COZZA, chiedendole di rivedere la sua decisione in questo caso, per il bene di questi animali. Ma prima vogliamo illustrarvi i fatti così come pubblicati sulla nostra pagina:

Rossano (Cosenza).
Quando lo scorso marzo Carabinieri, Vigili e ASL si recarono sul posto, si trovarono di fronte la scena che vedete in foto: questo povero pastore e la sua compagna erano stati lasciati in queste condizioni dal proprietario partito all’estero. A detta dei vicini di casa e dei passanti, i due animali vivevano segregati in quelle condizioni da sempre ma era stato soltanto il fortissimo nubifragio invernale a far temere il peggio così determinando l’intervento delle forze dell’ordine.

Queste ultime, accertando le condizioni disumane di detenzione dei cani, provvedevano ad affidare gli stessi al canile comunale di Rossano e denunciavano il proprietario per maltrattamento di animali. Purtroppo però, invece dell’opportuno iter legislativo consistente nell’instaurazione del giudizio a carico del padrone, il magistrato cui è stato affidato il relativo fascicolo ha richiesto al GIP di disporre L’ARCHIVIAZIONE DEL PROCEDIMENTO perché: “NON RICORRONO NEL CASO DI SPECIE GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DEL CONTESTATO REATO DI MALTRATTAMENTO”.

Ma la cosa ancora peggiore è l’ulteriore decisione di RIAFFIDARE I DUE ANIMALI AL PROPRIO AGUZZINO. E così è stato. A detta di molti, i due cani attualmente sono ritornati a vivere nelle medesime condizioni che vedete in foto: legati a catena tutto il giorno, senza acqua o riparo alcuno. Se non è maltrattamento questo, cosa lo sarebbe?

Personalmente sono INDIGNATA e provvederò ad inviare la seguente mail di protesta al magistrato che ha deciso in tal senso, in totale spregio della legge e senza tener conto di quanto dicono le norme in materia di maltrattamento. Il fatto che la vita di un povero animale segregato a vita e ridotto in schiavitù non conti niente deve finire.


Se anche voi siete d’accordo con me, condividete questo post e mandate mail di protesta alla dottoressa MARIA SOFIA COZZA a questo indirizzo mail (reperibile sul sito della procura di Castrovillari):

daniela.graziadio@giustizia.it

Oppure chiamate la sua segreteria al numero seguente: 0981-486419.

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Esempio di mail:
OGGETTO: all’attenzione della Dott.ssa MARIA SOFIA COZZA- richiesta di archiviazione procedim. 1821/16 RGNR mod. 21

Gentile Dott.ssa Cozza,
Scrivo questa mail per esplicitare il mio più grande disappunto circa la decisione da lei presa di richiedere al GIP l’archiviazione del procedimento 1821/16 RGNR mod. 21, con riferimento al reato di maltrattamento di animali.
Guardando le foto che circolano in rete e che ormai sono di dominio pubblico, rimango basito e mi domando cosa la abbia spinta a decidere in tal senso. Carabinieri, Vigili e ASL che intervennero su richiesta delle numerosissime chiamate di comuni cittadini, si resero immediatamente conto che i poveri animali erano ridotti in tale stato di schiavitù e segregazione da rischiare la vita stessa. Vi fu addirittura l’intervento del noto programma televisivo “Striscia la Notizia” la cui redazione si mise in contatto con il veterinario procedente con l’intenzione di portare il caso sulle TV nazionali. A questo punto, come moltissimi altri mi chiedo come mai soltanto lei non ha ravvisato il maltrattamento, disponendo oltremodo che i cani, finalmente al sicuro presso il canile Comunale di Rossano, tornassero nelle mani del proprio aguzzino.
Vorrei una risposta visto che lei era l’unico soggetto in grado di salvare quei poveri sventurati e non l’ha fatto. Nel caso di specie, non le si chiede di essere amante degli animali, né di mostrare particolare sensibilità nei loro confronti, ma semplicemente di svolgere il suo lavoro applicando la legge in nome di noi cittadini. Insieme a molti altri, Attendo riscontro.

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