Erano madre e figlia, la mamma stava morendo e cercava di proteggere la figlia. Era impossibile salvarle, la pelle cadeva a pezzi, una sola scelta per il medico. Proprio mentre venivano distese sul tavolo per l’eutanasia

La strada era stata forse la loro casa da sempre, erano mamma e figlia, attaccate l’una all’altra per proteggersi a vicenda. Recuperate e portate in un rifugio sono state visitate. Era una rogna terribile quella che aveva devastato i loro corpi. La pelle cadeva a pezzi, una puzza aveva riempito tutta la stanza, usciva liquido…Le cagnoline erano troppo malmesse, non si alimentavano da giorni e la decisione dei medici era l’eutanasia.

Le piccole erano abbracciate strette strette, proprio mentre venivano posizionate sul tavolo per l’iniezione letale uno degli infermieri ha un sobbalzo, ferma il medico e dichiara che avrebbe provato lui a salvare il salvabile.

Le porta via, si rivolge altrove, iniziano le prime cure e le prime coccole. I risultati non tardano ad arrivare, si comincia ad intuire cosa si nasconde sotto quelle piaghe putride.

Passano le settimane e le due rispondono ai loro nomi, Siberia e Alaska le ha chiamate. Vengono dimesse dalla costosa struttura dove erano ricoverate, il giovane le porta a casa sua e prosegue la lenta terapia. Con l’arrivo della primavera la loro brutta storia è diventata un ricordo, la bellezza delle due piccole esce in tutto il suo splendore e non verrà mai cercata una casa per loro, il giovanotto le ha adottate per sempre. In molti sono rimasti stupiti del recupero, lui non ha esitato a mostrare a tutti il suo lavoro, specificando che la medicina che ha utilizzato di più è stato l’affetto.

Quando la situazione è drastica non significa che sia finita, finché c’è vita c’è speranza ricordatelo!

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