L’allevatore Voleva Sopprimerli Perché Erano Imperfetti Ma Alcuni Volontari Hanno Fatto Una Cosa Incredibile

Kaiser e Riley, due dolcissimi cuccioli di pastore tedesco, sembravano proprio come tutti gli altri cani dell’allevamento: vivaci, col pelo morbido e di buona salute. Tuttavia, secondo l’allevatore che li possedeva, non erano perfetti, anzi, erano stati definiti addirittura “difettati” e non avrebbero dato alcun profitto se venduti e fatti partecipare a competizioni di vario genere.

Dunque il loro destino sarebbe stata l’eutanasia: una fine davvero triste per questi pastori tedeschi di soli cinque mesi, pensando che ciò sarebbe stato dovuto solo a qualche piccola imperfezione notata solo da occhi esperti e non dallo sguardo di chi li potrebbe amare senza condizioni.

Il loro “difetto” è un piccolo malfunzionamento cardiaco: fortunatamente, i due cuccioli hanno avuto la loro chance di sopravvivere grazie al GSROC, acronimo di German Sheperd Rescue of Orange County, un’agenzia di soccorso senza scopo di lucro, che ha asserito che è possibile sottoporre i piccoli ad un intervento chirurgico senza spese aggiuntive per l’allevatore.

Throw away puppies

Secondo il GSROC, le due creature sono degne di continuare la loro vita, e sono sicuri che ci saranno molte persone disposte a donare soldi per gli interventi di entrambi i cani: purtroppo si parla di migliaia di dollari, ma non sarebbe la prima volta che vengono salvate delle vite in questo modo.

La cifra da raccogliere è di 8000 dollari, ovvero per salvare le vite di entrambi: non sarebbe bello trovarsi di fronte alla scelta di quale dei due fratellini far sopravvivere. In compenso, Kaiser e Riley hanno trovato entrambi una casa adottiva in cui rimanere in stallo mentre proseguono le loro cure precedenti all’intervento: almeno per un po’ di tempo, hanno la certezza di essere circondati da persone amorevoli al quali importa più la loro salute e l’affetto canino, invece che la perfezione della razza. Speriamo che la cifra venga raggiunta al più presto!

Fonte: examiner.com

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