Effettivamente sembrava morta ma la gabbia toracica si muoveva, ho provato, un tentativo non costa nulla. Quello che abbiamo ricevuto in cambio di quel tentativo non si può dimenticare, anche la polizia è intervenuta in aiuto.

La telefonata anonima, la solita che ti fa correre o quasi. Se ti chiamano per un cane morto non è che corri, tanto ormai i moniti non sono preziosi ma quella aveva un qualcosa di particolare, un sospetto si insinuò in noi…Una gabbia piccolissima, feci ovunque un odore vomitevole e poi c’era quell’esserino peloso così immobile…

La corsa in clinica e il volto dispiaciuto del medico,”Ragazzi ci proviamo ma è difficile!” Queste le sue parole…Era una femminuccia, un anno circa e il peso era inquietante, soli 4 kg, le ossa erano sporgenti, non mangiava da giorni il suo intestino era compromesso probabilmente.

Una tecnica di riscaldamento riuscì a far alzare la temperatura nelle ore successive, la notte fu decisiva, Ellie la volontaria, rimase con lei, la carezzava e la chiamava Sophie, prometteva giorni bellissimi se solo lei avesse superato questo brutto momento..

 

I giorni passavano e Sophi prendeva peso, le sue zampine cedevano ogni tanto ma la speranza di farcela prendeva sempre più piede.

E cosi, Ellie portò il suo cane a trovarla in clinica, tra i due sbocciò una bellissima intesa e in quel preciso istante la volontaria decise che Sophie non aveva bisogno di una casa, l’aveva già…

I giorni successivi furono solo passi in avanti, arrivò al suo peso, 11 kg e finalmente arrivarono le dimissioni…

A casa  c’era qualcuno di speciale ad attenderla, il figlio di Ellie che impaziente di abbracciarla saltellava per tutta casa…

La polizia indagava sul caso e alcuni animalisti offrirono una ricompensa a chi avesse fornito informazioni sul proprietario di Sophie. Al momento la sua vita trascorre felice in famiglia, un brutto ricrdo ma noi vogliamo dirvi di segnalare qualsiasi caso di maltrattamento perché girarsi dall’altra parte è essere complici..

 

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