Come Aprire un Gattile Privato e Aiutare Mici in Difficoltà

Aprire un gattile privato per aiutare gatti in difficoltà è il sogno di molti “gattari”. Iniziamo con il dire che non è cosa semplice ma nemmeno così complicata. D’altra parte nel nostro paese nulla è facile e la parte burocratica inizialmente è sempre un ostacolo.

 

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Comunemente si pensa che un gatto, al contrario di un cane, sia in grado di cavarsela da solo. Niente di più errato, un gatto corre mille pericoli, specialmente se si trova in zone urbane. Ogni anno circa 20000 gatti vengono abbandonati in strada, la maggioranza vengono investiti, altri contraggono malattie infettive mortali e solo una piccolissima parte finisce in un gattile.

Per aprire un gattile il primo passo da fare è trovare una struttura idonea. Gli impianti elettrici devono essere a norma, è necessaria la presenza di un sistema di abbeveraggio, occorre l’allestimento di una stanza adibita ad infermeria, serve un ambiente isolato dedicato ad animali colpiti da malattie infettive e dovranno essere presenti sufficienti spazi all’aperto, con adeguate recinzioni per permettere ai mici di correre e saltare.

Una volta trovata la struttura adatta bisogna fare apposita domanda al comune di appartenza che a sua volta la invierà alla Asl. Un veterinario della Asl verrà successivamente a controllare se è tutto a norma e vi rilascerà l’autorizzazione.

 

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A questo punto dovrete trovare personale per gestire il gattile, naturalmente possono anche essere dei volontari, indispensabile è un veterinario che si occupi di effettuare loro le necessarie vaccinazioni, le visite periodiche di controllo e le cure indispensabili o urgenti.

Bisogna iscriversi obbligatoriamente alla camera di commercio e aprire una partita iva. Le regole da seguire sono esattamente uguali a quelle per un gattile comunale.