“Tutti dicevano di non toccarlo perché era brutto, sporco e malato ma a me Ugly ha dato una lezione di vita che non potrò mai scordarmi”

Vi voglio raccontare la storia di Ugly (Bruto), un gattino abbandonato che, a a causa del suo aspetto malato, nessuno voleva. In realtà, è stato chiamato “Ugly” dalle persone che lo hanno notato.

Nel complesso residenziale dove vivevo, tutti conoscevano Ugly. Era il nostro gatto di condominio ufficiale. Nella vita, Ugly amava 3 cose: combattere, mangiare nella spazzatura e … fare l’amore, diciamo.

Queste sue passioni avevano lasciato il segno su di lui: gli mancava un occhio e dove avrebbe dovuto esserci il bulbo oculare c’era un buco. Sullo stesso lato gli mancava anche un orecchio, la sua gamba sinistra era stata fratturata e l’osso si era saldato male, in una posizione innaturale che dava l’impressione che Ugly volesse sempre prendere la svolta successiva. Ugly era un soriano grigio scuro ma aveva il corpo ricoperto di cicatrici. I genitori dicevano ai bambini di non toccarlo, gli adulti gli lanciavano pietre, gli tiravano l’acqua addosso o gli sbattevano la porta in faccia.

Ugly reagiva sempre nello stesso modo: Se lo spruzzavano con il tubo d’acqua non scappava… aspettava che la persona si stancava e lo lasciava stare. Se gli tiravano le cose addosso si stiracchiava come per dire: “ti perdono che non sai quello che fai”. Quando vedeva i bambini correva verso di loro miagolando e strofinando la testa contro le loro mani in una disperata ricerca di amore.

Io ho pensato varie volte di portarlo a casa ma viaggiavo molto e mancavo con le settimane. E poi lui sembrava felice così. Un giorno Ugly ha voluto mostrare il suo amore a un husky che apparteneva a un condomino. Il cane ha reagito male. Ho sentito le urla dal mio appartamento e sono corso nel suo soccorso. Quando l’ho raggiunto ho capito che gli era rimasto poco da vivere.

Era disteso in una pozzanghera e le sue zampe posteriori e la parte bassa della schiena erano rigirate in una posizione innaturale. Una lacrima scendeva dal suo unico occhio. L’ho preso in braccio e mentre lo portavo a casa, ho potuto sentire il suo respiro affannoso e soffocante e ho capito che stava combattendo. Ho pensato che doveva soffrire terribilmente.

Poi ho sentito che qualcuno stava succhiando il lobo del mio orecchio. Ugly, nonostante il dolore e, ovviamente, in punto di morte, cercava di masticare il mio orecchio. Poi mise la sua testa nel palmo della mia mano, si voltò verso di me guardandomi con il suo unico occhio d’oro e sentii il suono distintivo delle fusa. Anche in un momento di dolore assoluto, il gatto sporco e ricoperto di cicatrici chiedeva solo per un po’ di affetto e, forse, un po’ di compassione.

In quel momento ho pensato che il brutto Ugly fosse la creatura più bella e amorevole di quante avessi mai visto. In nessun momento ha provato a mordermi o a graffiarmi, non ha cercato di combattere o di difendersi in alcun modo.

È morto tra le mie braccia. Mi sono seduto e tenendolo ancora stretto al mio petto, ho pensato a come un piccolo gatto randagio pieno di cicatrici è riuscito a cambiare così tanto la mia la percezione di ciò che è la vera purezza della mente. Ugly mi ha insegnato di più sulla compassione e sul desiderio di aiutare gli altri che qualsiasi libro, lezione o talk show avrebbero fatto e per questo gli sarò sempre grato.

Molte persone vogliono essere ricche, belle, avere successo, essere ammirate… io vorrei essere di più come Ugly.

In memoria del brutto Ugly, il gatto più bello del mondo. (la foto è una foto di repertorio perché nessuno ha mai scattato una foto a Ugly).

 

Articoli correlati