Questo orso polare cerca di sopravvivere ma non ha idea di cosa stia accadendo. Aiutateci a diffondere la verità.

Anche se non tutti sono d’accordo su questo, il clima globale sta cambiando. La temperatura globale è aumentata di circa tre gradi negli ultimi anni. Inoltre, il livello del mare è salito di tre centimetri. E si stima che le calotte si stanno sciogliendo a una velocità di 8,6 milioni di acri all’anno.

Nessuno degli animali capisce cosa stia accadendo al loro habitat o perché si stia sgretolando sotto le loro zampe, gli resta solo cercare di fare del loro meglio per sopravvivere ma il loro destino ed il nostro è nelle nostre mani, o meglio nei nostri piatti.

Kerstin Langerberger

Tutti i cambiamenti climatici iniziano dalla nostra alimentazione. L’industria alimentare che utilizza le risorse del mondo è la causa principale della creazione dell’effetto serra. Il massiccio inquinamento è principalmente causato dall’aumento del bestiame degli allevamenti intensivi e dall’aumento delle coltivazioni per nutrire tali animali e tuttavia una persona su sette nel mondo, soffre di carenze alimentari.

Basterebbe mangiare più cibo vegetale e meno carne, il che significa che una dieta esclusivamente vegetariana potrebbe migliorare le condizioni atmosferiche o quantomeno il consumo di carne strettamente necessario. Sembra ridicolo ma è la triste realtà e adesso vi spieghiamo come queste due cose sono relazionate.

A causa del’aumento di consumo di carne, il mercato ha richiesto un aumento della “produzione” di animali da allevamento e quindi di produzione di soia e cereali che li alimenta. Per questo sono nati gli infernali allevamenti intensivi che si sono moltiplicati come un virus sul nostro pianeta e per questo sono state distrutte foreste ed ecosistemi per ricavare terreno libero per le coltivazioni. Non vogliamo soffermarci solo sulla sofferenza degli animali che fanno parte di questi allevamenti, ma anche sui danni globali che provocheranno l’estinzione di migliaia di specie animali, ecosistemi e a lungo andare della vita stessa. Ecco i dati sui quali tutti dovrebbero essere informati:

  • Su circa 7 miliardi di persone che popolano il pianeta, 1 miliardo soffre la fame. Più di 1/3 dell’agricoltura mondiale di cereali e quasi tutta la soia prodotta sono destinati all’alimentazione degli animali presenti negli allevamenti intensivi. Se fosse destinata al consumo umano sfamerebbe più di 3 miliardi di persone.
  • Tale consumo destinato agli animali da allevamento ha creato una crescita esponenziale di agricoltura industriale basata su un uso intensivo di prodotti chimici che degrada il suolo e distrugge le risorse che sono essenziali per il fissaggio di carbonio, come le foreste e altri ecosistemi. Le maggiori emissioni dirette da agricoltura sono dovute a un eccesso di uso di fertilizzanti, dalla distruzione degli ecosistemi per ottenere nuova terra, dal degrado del suolo e da un modello di agricoltura intensivo completamente sbagliato e distruttivo. Il contributo totale del settore agricolo al cambiamento climatico, tra cui la deforestazione e lo sfruttamento delle terre modificate è stimato a 8,5 a 16,5 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente (tra il 17 e il 32% di tutte le emissioni gas serra prodotte dagli esseri umani).
  • Uno dei maggiori problemi dell’agricoltura industriale è l’uso massiccio di fertilizzanti. Più del 50% di tutti i fertilizzanti applicati al suolo viene disperso nell’aria o finisce nei corsi d’acqua. Uno dei gas serra più potenti è l’ossido di azoto (N2O), con una produzione potenziale di riscaldamento globale in tutto 296 volte maggiore di CO2. L’uso massiccio di fertilizzanti e emissioni di N2O è il più grande contributo al cambiamento climatico: l’equivalente di 2,1 miliardi di tonnellate di CO2 ogni anno. Inoltre, la produzione di fertilizzanti, che è energeticamente molto impegnativo, aggiunge 410 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.
  • La seconda fonte di emissioni è l’allevamento intensivo. Per digerire il cibo, gli animali producono grandi quantità di metano, un potente gas a effetto serra. Con l’attuale aumento del consumo di carne, le emissioni di metano continueranno a crescere e lo faranno nei prossimi decenni. I bovini e ovini hanno un elevato impatto sui cambiamenti climatici. Ogni chilo di manzo prodotto, per esempio, genera 13 kg di emissioni di carbonio; in termini di chilo di agnello, che genera 17 kg di emissioni.

     

  • Non parliamo inoltre dei danni diretti e immediati alla nostra salute, l’80% della carne che finisce nei nostri piatti arriva da allevamenti intensivi. Questi animali vengono tenuti in condizioni disastrose, ammassati in piccoli spazi, un proliferare di batteri e malattie come l’aviaria. Per questo motivo il 60% degli antibiotici che vengono prodotti nel mondo, finiscono somministrati a questi animali come prevenzione.

Quelli elencati qui sono solo alcuni dei gravi problemi creati dagli allevamenti intensivi, ma se volete saperne di più CLICCANDO QUI si possono ottenere maggiori informazioni. Perché tutto questo finisca, tutti dovrebbero prendere coscienza della situazione e rendersi conto che basterebbe smettere di consumare carne per ottenere un miglioramento generale della vita, nostra, degli animali e del pianeta. Condividere queste informazioni èimportante perché la gente prenda coscienza, sono troppe ancore le persone ignare, che pensano che non consumare carne sia solo una questione di rispetto verso gli animali.