‘Mamma guarda, c’è un granchio o forse un polpo nella trappola delle ostriche. Ci possiamo avvicinare a guardare?’ Ho acconsentito alla richiesta di mio figlio ma quello non era ne un granchio ne un polpo”

“Per la mia famiglia è tradizione uscire in barca la domenica. Lo facciamo da anni ed è bello fare una cosa che coinvolge tutta la famiglia, anche quando i figli sono diventati grandi! Una domenica come le altre, però, ci siamo ritrovati a vivere una giornata particolare. Ci eravamo già imbarcati e ci stavamo godendo la meravigliosa sensazione del vento che sfiorava i nostri volti.

Improvvisamente mio figlio mi chiama e mi dice: ‘mamma, mamma, vieni a vedere, un polpo o un granchio fuori dall’acqua, sulla trappola delle ostriche!‘ La trappola delle ostriche è una parte, un parete, dove le ostriche si attaccano e quell’animale era aggrappato ai loro gusci. ‘Dai mamma, avviciniamoci, andiamo a vedere bene!’ Arrivati abbastanza vicino, abbiamo notato che quello non era ne un granchio ne un polpo, era un povero gattino spaventato e debole.

Ci siamo pian piano avvicinati e abbiamo cercato di prenderlo. Inizialmente non è stato affatto facile ma poi siamo riusciti a portarlo sulla barca e ci siamo diretti subito verso la riva. Era caduto dal ponte e si era aggrappato con tutte le sue forze per non finire in acqua:

Arrivati a riva l’abbiamo portato con la macchina al Port Royal Veterinary Hospital, dove il veterinario lo ha visitato e con i raggi x, ha individuato delle gravi e dolorose lesioni sul suo corpicino. Gli abbiamo fatto un bagnetto, per cercare di tranquillizzarlo. Sapevo che i gatti non amano l’acqua ma lui l’adorava, credo che non era mai stato coccolato in vita sua!

Oggi il suo nome è McTeer ed è il nostro gatto. E’ socievole, dolce, affettuoso e non c’è posto che ama di più, della spalla di mio figlio. Ci mostra gratitudine, lealtà e ci da tanto amore. Mai avrei immaginato che i gatti fossero capaci di tanto.

Avevamo anche un po’ di Timore per Toby, il nostro gattone di 11 anni, avevamo paura che non l’avrebbe accettato ma visto come una minaccia. Invece la sua reazione è stata un qualcosa di meraviglioso. Oggi sono due fratelli inseparabili. Quella giornata in barca la ricorderò per tutta la vita, mi ha regalato un altro figlio.”

Il racconto della signora Gecy ci ha dimostrato che al mondo esistono ancora persone fantastiche, che non rimangono indifferenti davanti ad un animale bisognoso ma cambiano i loro piani pur di salvargli la vita! E questo ci fa sorridere il cuore. Grazie ragazzi!

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