Ecco la storia di “Frate Bigotes”, il cucciolo randagio che è stato adottato dai Frati Francescani.

San Francesco professava l’amore per la natura e per gli animali: i suoi discepoli, fedeli all’insegnamento del santo, hanno adottato un cucciolo che era stato abbandonato.

La storia è iniziata alcuni mesi fa quando padre Kasper Kapron, del convento francescano a Cochabamba, in Bolivia, ha deciso di accogliere nella comunità un piccolo cucciolo solo.

Questo, in breve tempo, è diventato un vero e proprio “fratello”. I frati gli hanno addirittura fatto un saio su misura e lui lo indossa orgoglioso, pronto a farsi fotografare.

Al piccolo è stato assegnato il nome di Bigotes e nel convento ha trovato una casa piena di amore e misericordia, proprio perché i frati rispettano la regola di San Francesco d’Assisi, protettore degli animali.

Proprio in onore a San Francesco, l’Organizzazione Mondiale per la protezione dei diritti degli animali, ha stabilito che il 4 ottobre è la giornata mondiale degli animali: il giorno commemora la morte del Santo che avvenne quando aveva solo 44 anni.

Nel 1980, papa Giovanni Paolo II rivalutò le azioni di San Francesco verso la natura (un ambientalista ante litteram) e l’ha proclamato protettore degli animali e degli ecologisti.

Vedere le immagini del frate Bigotes è una vera e propria gioia per il cuore. Con il suo saio, aiuta i fratelli in tutte le faccende del convento e li accompagna orgogliosamente ad ogni passo.

Il piccolo Bigotes, insieme ai suoi fratelli francescani rappresentano in pieno l’amore di questo uomo che parlava con gli animali e il gesto di padre Kasper e i suoi fratelli rimanda a un messaggio di gioia e di bene.

L’amore dato dai frati è ampliamente ricambiato dal piccolo Bigotes che svolge con scrupolo la sua missione: rispetta le regole del convento e conosce tutte le ore delle chiamate alla preghiera, accompagnando, in silenzio, i suoi confratelli.

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