Centinaia di animali, abbandonati dopo l’evacuazione di una zona radioattiva, sono vivi grazie a Naoto, l’uomo che sta perdendo la vita per prendersi cura di loro…

Sono passati diversi anni da quando Naoto Matsumura, decise di restare a Fukushima, esposto alle radiazioni per prendersi cura di tutti gli animali abbandonati dai loro padroni dopo il terribile tzunami del 2011..

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Un vero amante degli animali che è tornato nel luogo della città evacuata di Fukushima, in Giappone, dopo il terribile tzunami, rischiando la propria vita per alimentare tutti gli animali abbandonati. Naoto Matsumura ha 53 anni ed è l’unico contadino tornato nella zona evacuata in Giappone per prendersi cura di tutti gli animali domestici e non, rimasti li dopo che fecero evacuare i loro proprietari.

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Il disastro ebbe inizio con un terremoto che generò uno tzunami che si schiantò sulla centrale nucleare che diede inizio ad una fusione nucleare. Circa 57.000 persone fuggirono dalle loro case dovuto al pericolo imminente delle radiazioni, maggio parte lasciando i loro animali lì a morire di fame Ma l’eroe Naoto, che come gli altri fuggi, torno subito dopo per amore degli animali. Presto si trasferì di nuovo nella piccola città di Tomioka a soli 7 miglia dal luogo contaminato e da allora si è preso cura ogni giorno degli animali

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Naoto, soprannominato “l’ultimo uomo di Fukushima” disse che quando tornò nella zona , trovi molti cani ancora incatenati, perché i proprietari pensavano di ritornare presto a casa. E dice: “Da allora do da mangiare a tutti i cani e i gatti della zona” e continua:”loro non potevano aspettare, si alzava un insieme di ululati e latrati quando sentivano il mio camion passare, ovunque andavo abbaiavano di continuo come per dire:’abbiamo sete, non abbiamo cibo’, cosi continuai ad aiutarli.

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Quattro anni dopo, lui veglia su cani, gatti, cavalli, mucche e struzzi, ma per noi non è altro che un eroe, un angelo, perché solo un essere umano con le qualità di un angelo potrebbe fare ciò che quest’uomo fa tutti i giorni, nonostante il poco tempo che gli rimane da vivere (dovuto alle radiazioni), dedicandolo agli esseri più bisognosi.

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