E’ un documento del 2013 ma oggi viene fuori. Doveva essere un esperimento diciamo, ma ciò che ne è uscito fuori è stato

Troppi cani vengono uccisi nei canili perché non recuperabili, molti cani finiscono i loro giorni in box freddi nella più totale solitudine. Il progetto era bellissimo, chi poteva avere tempo e carattere da dedicare ai cani in difficoltà? Tutti criminali, direte voi, eppure la maggior parte ha mostrato più sensibilità verso i cani che verso gli umani. Cani difficili sono stati affiancati a cani esperti, addestrati a dovere insomma, con l’aiuto di una carezza e di un riferimento si è potuto procedere all’esperimento.

Sono stati portati all’interno di un carcere nel Massachusetts dove il tempo da dedicare ai pelosi non mancava di certo. Qui entrambi avevano la loro seconda opportunità. Il carcerato ha sicuro di che rifarsi all’esterno, dovrà iniziare una nuova vita e i cani non potranno essere dati in adozione se ostili e selvatici, così gli uni aiuteranno gli altri. Il cammino è stato più semplice e gratificante del previsto, la commozione spesso si leggeva nei volti dei prigionieri, ogni conquista del loro cane era una vittoria personale.

La responsabilità di non riuscire ad aiutare quel cane a cui si erano affezionati era alta, chi non superava “il corso” sarebbe stato soppresso una volta ritornato in canile. Così ogni giorno era una nuova emozione, i cani hanno dato ai carcerati molto di più di quanto abbiano ricevuto, ma l’uomo è poco intelligente e riconoscente per capirlo. Pensano ancora oggi di aver aiutato loro i cani. Tutti i detenuti stavano scontando pene brevi, in molti hanno poi adottato quei cani, la loro vita al di fuori ha avuto una miglioria, se frequenti chi ama i cani difficilmente ti ritrovi in mezzo  gentaglia. Di quel corso nessun cane venne soppresso, fu un successo totale, le immagini che vi inviamo sono brevi ma vi faranno capire tante cose, gli sguardi degli ultimi che si incontrano sono sempre punto di riflessione per tutti!

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