Restano ancora ignoti i responsabili di ciò che è accaduto al povero micio imbottito di petardi e fatto esplodere a Tortora. L’AIDAA mette una taglia di 10.000 euro sui colpevoli!

Come dimenticare la barbarie accaduta a Tortora, in provincia di Cosenza? Il 26 Dicembre, giorno di Santo Stefano, é stato trovato nella piazza principale del paese un povero micio imbottito di petardi e fatto esplodere. Si è trattato di uno degli atti più terrificanti e abominevoli mai visti su un essere vivente. L’intero Paese è indignato, le autorità hanno espresso il loro disappunto. Ma in tutto ciò la caccia al colpevole non ha ancora dato i suoi frutti.

Taglia di 10.000 euro sugli assassini del gatto ucciso con i petardi a Tortora

Le indagini stanno cercando di rilevare indizi importanti tramite le telecamere adiacenti la piazza. Nel frattempo l’intero popolo degli animalisti si è mosso con forza fino ad arrivare ad Antonella Brunetti, pro-presidente di AIDAA e responsabile del settore gatti dell’associazione. L’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambienti ha messo una taglia di ben 10.000 euro sulla testa dei colpevoli. Chiunque abbia informazioni utili a identificarli o a ricostruire i fatti, sarà ringraziato con tale ricompensa.

Il gatto ucciso brutalmente a Tortora (CS)

“Siamo davanti ad un atto di crudeltà senza precedenti!” ha dichiarato la donna. A pochi chilometri dal luogo che ha visto torturare il povero Angelo, la storia si ripete. E non avrà mai fine finchè non si arriverà ad un concreto inasprimento delle pene e, soprattutto, ad un’educazione a tappeto sul senso di civiltà e di umanità. Quante dovranno essere ancora le vittime perchè lo Stato inizi a fare seriamente contro questi abomini? Non è concepibile che in una Nazione che si pone come esempio nel mondo per cultura e arte, debba mostrare il suo lato più oscuro e orribile. Vogliamo mettere un punto a tutto questo!

“Chiediamo l’inasprimento delle pene nei confronti di chi provoca la morte, con l’aggravante della crudeltà, di un qualsiasi essere vivente, umano o animale”. Queste le parole di Antonella Brunetti. Aggiungiamo la nostra voce a questo grido! Facciamoci sentire! Vogliamo, anzi, esigiamo, che la situazione cambi una volta per tutte drasticamente!