La storia di Sangineto si ripete. E’ successo a Tortora: gatto imbottito di petardi e fatto esplodere. Un’altra terribile pagina nera nella cronaca del nostro Paese. Il vicesindaco dichiara: “Siamo indignati e la cosa non finirà nel dimenticatoio, non lo permetteremo…”

Ed ecco un’altra terribile pagina nera nella cronaca del nostro Paese. E’ brutale solo a sentirlo raccontare, eppure doveroso parlarne. Quello che è successo a Tortora (CS) ha fatto rabbrividire un’Italia intera. Il 26 Dicembre, giorno di Santo Stefano, la Protezione Civile si è trovata davanti una scena che ha del sadico. Un povero micio è stato imbottito di petardi e fatto esplodere, uccidendolo barbaramente. L’accaduto è avvenuto nella Piazza Giovanni Francesco De Francesco. Un’altra vittima della barbarie umana.

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La notizia è apparsa sulla pagina della Community Facebook Cosenza 2.0 ed ha già fatto il giro del web. Mentre tutti erano intenti con i preparativi della festa cittadina dedicata ai Santi, qualcuno, non sappiamo ancora se uno o più individui, ha trucidato questa povera creatura dietro ad un muretto, in una parte isolata della piazza.

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Il micio è stato ritrovato con delle bruciature in tutto il corpo ed un petardo ancora inesploso in bocca. Chi ha potuto fare una cosa del genere? A pochi chilometri dal luogo in cui è stato vigliaccamente trucidato il povero Angelo, si è commesso un altro vile e crudele atto di abuso e inumanità. Il vicesindaco ha dichiarato: “A nome del Sindaco, dell’Amministrazione comunale e della nostra comunità, prendo e prendiamo le distanze da un gesto barbaro, imbecille che non trova spiegazioni per come possa essere stato concepito. Faccio fatica a pensare che si possa essere capaci di un’azione così assurda che indigna profondamente. Purtroppo è successo qui, ma l’imbecillità non ha cittadinanza e questo gesto ci disgusta e ci addolora profondamente. Speriamo che chi ha visto e chi abbia modo di testimoniare collabori per scoprire gli autori di questo gesto che non saprei più come definire”.

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Nella cittadina di Tortora è sceso il silenzio. Da una parte coloro che hanno paura di passeggiare e magari avere accanto la bestia responsabile, dall’altro l’indifferenza ingiustificata di chi dice “è solo un gatto!”. Ebbene i colpevoli di questo gesto a dir poco rivoltante sono lo specchio dell’ignoranza e dell’inciviltà più radicata. Noi chiediamo giustizia. Speriamo che i responsabili vengano presto identificati e ricevano la giusta punizione. Anche se nulla potrà più portare indietro il piccolo, lui merita giustizia per ciò che ha dovuto subire. Bisogna sensibilizzare, bisogna intensificare i controlli, bisogna mettere un punto definitivo a queste atrocità!

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